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	<title>Web2d0 - Internet domani</title>
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	<description>Le tendenze, le realtà e il futuro dell'internet business</description>
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		<title>Il manager &#8220;diverso&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 11:43:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il manager &#8220;diverso&#8221; Enzo Riboni su: Danny l’eletto, di Chaim Potok. La comunità ebraica di Brooklyn negli anni della seconda guerra mondiale sembra un luogo piuttosto insolito per andare a cercare lumi sulle dinamiche di impresa. Temi come il diversity management o come la vision dei leader aziendali sembrano infatti solo frutti recenti delle teorie [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=w2d0.wordpress.com&amp;blog=1875243&amp;post=30&amp;subd=w2d0&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 class="entry-header">Il manager &#8220;diverso&#8221;</h3>
<div class="entry-content">
<div class="entry-body">
<p>Enzo Riboni su: <em>Danny l’eletto, di </em>Chaim Potok.</p>
<p><span style="font-size:1.2em;"><a href="http://nova100.typepad.com/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2008/06/20/8811685222.gif"></a><a href="http://nova100.typepad.com/.shared/image.html?/photos/uncategorized/2008/06/20/8811685222.jpg"><img style="float:left;margin:0 5px 5px 0;" src="http://marcominghetti.nova100.ilsole24ore.com/images/2008/06/20/8811685222.jpg" border="0" alt="8811685222" width="100" height="154" /></a><span style="font-size:large;"> La comunità ebraica di Brooklyn negli anni della seconda guerra mondiale sembra un luogo piuttosto insolito per andare a cercare lumi sulle dinamiche di impresa. Temi come il diversity management o come la vision dei leader aziendali sembrano infatti solo frutti recenti delle teorie gestionali. Eppure proprio lì, tra ortodossi ed integrati che giocano a baseball, si possono trovare insegnamenti, leggendo il libro scritto da Chaim Potok nel 1967: <em>Danny l’eletto.</em></span></span></div>
<p><a id="more"></a></p>
<div class="entry-more">
<p style="margin-bottom:0;line-height:100%;margin-right:0.79in;" lang="it-IT"><span>Due adolescenti, Danny Saunders e Reuven Malter, si stanno affrontando duramente in una partita di baseball. Il primo è uno chassid, un ultraortodosso, di quelli con il ricciolino e la palandrana nera. Reuven, invece, è “solo” un ebreo ortodosso (un eretico per Danny) e, verso la fine della partita, viene colpito a un occhio da una palla lanciata da Danny. Dall’odio tra i due nasce però una profonda amicizia che dà senso a tutto il romanzo. La diversità dei mondi da cui provengono i due adolescenti diventa così la condizione dell’arricchimento reciproco, del salto di qualità, di un’hegeliana sintesi superiore.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:100%;margin-right:0.79in;" lang="it-IT"><span>Danny e Reuven separati, infatti, sono due intelligenti ragazzi chiusi nel loro ambiente e a rischio di involuzione per mancanza di stimoli. I due insieme, invece, acquistano quel valore aggiunto che viene dalla frequentazione del “diverso”, dalla conoscenza di esperienze non vissute che allargano la propria visione del mondo. E la nascita di una nuova tolleranza non è l’accettazione passiva di qualcosa di estraneo che decidiamo di sopportare, ma l’integrazione creativa di due unicità. “Ognuno – ha affermato Potok – cresce all’interno di un piccolo mondo immutabile … Allo stesso tempo, però, dall’esterno arriva una quantità di idee”. E il segreto per crescere è di non contrastarle, ma di vagliarle criticamente, di discuterle e, se è il caso, di farle proprie. Proprio come avviene tra Danny e Reuven nella crescita della loro conoscenza e comunicazione.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:100%;margin-right:0.79in;" lang="it-IT"><span>Oggi in molte aziende va di moda il “diversity management”, il buon proposito della valorizzazione delle diversità: di genere, di razza, di religione, di preferenze sessuali. Spesso è una moda perché non si discosta da un “politically correct” di pura immagine, da vendere all’esterno attraverso gli uffici di comunicazione. In qualche caso, tuttavia, soprattutto in alcune grandi multinazionali che sono conglomerate di razze e culture diverse, il diversity management diventa un vero e proprio programma di sviluppo delle specificità individuali. Il problema è però la formazione delle persone, a partire dai vertici, perché davvero si accetti di confrontarsi con le particolarità dell’altro per trarre il meglio da ognuno. E l’avvicinamento progressivo di Reuven e Danny a partire dalla loro lontananza e incomprensione iniziali, è certamente una lettura illuminante per chi assume il ruolo nascente di diversity manager non accontentandosi dei corsi tecnici.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:100%;margin-right:0.79in;" lang="it-IT"><span>Ma <em>Danny l’eletto</em> non ci dà solo una lezione di integrabilità di ciò che appare impenetrabile. Ci suggerisce che comunicazione non significa omologazione e che avere delle idee, possedere, come si dice oggi in azienda, una “vision”, vuol dire avere una bussola ben orientata. Che è poi l’unico modo per essere in grado, al momento opportuno, di cambiare coscientemente direzione, di riconoscere e di scegliere la via dell’innovazione. Innovativa è stata infatti per Danny la lettura dei libri profani (aborriti dal padre) e, ancor più, di quelli “satanici” scritti da Freud. Che è invece proprio il pensatore verso il quale Danny si sente più attratto. Non tanto per il fascino del proibito (la trasgressione è innovazione?) quanto perché vede in lui un modo alternativo di dare risposte, pur cogliendo la “pericolosità” del nuovo. Un nuovo che va contro il padre perché trova un modo per gestire e curare il dolore umano alternativo al pensiero religioso ebraico. Freud diventa così la metafora di quell’umanesimo laico che focalizza l’attenzione sulla comprensione razionale dei meccanismi più profondi dell’animo. Quell’attenzione alle dinamiche individuali che in azienda dovrebbero essere appannaggio di chi gestisce le risorse umane ma che, spesso, scivolano in secondo piano di fronte alle necessità dei budget e alle riequilibrature dei costi.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;line-height:100%;margin-right:0.79in;" lang="it-IT"><span>Del resto Potok non ci consegna una storia atemporale, perché qualunque innovazione può trarre senso solo dalla sua epoca, rispetto alla quale il nuovo può essere concepito, emergere e realizzarsi come diversità dall’esistente. Al punto che il nuovo riesce a travolgere persino il conservatorismo del padre di Danny, che infine si arrende alla decisione del figlio di studiare psicologia all’università e di non proseguire nella tradizione di famiglia che lo vorrebbe consacrare rabbino. Con un magnifico finale di ribaltamento dei ruoli. Perché sarà Reuven, l’appassionato di logica matematica, a scegliere di diventare rabbino, ma senza rinunciare alla sua razionalità e sete di conoscenza. Un’inversione di destini che, in un certo senso, ci conferma l’inarrestabilità del nuovo e la sua indifferenza all’identità di chi lo realizza. Una metafora che, per un’impresa, annuncia l’ineluttabilità dell’innovazione: chi non la persegue è tagliato fuori, perché ci sarà comunque qualcun altro a tuffarsi nel flusso del cambiamento.</span></p>
<p class="western" style="margin-bottom:0;line-height:100%;margin-right:0.79in;" lang="it-IT"><span>(Per saperne di più leggere: <em>Il grande libro della LETTERATURA per manager</em>, Etas, marzo 2008).</span></p>
<p class="western" style="margin-bottom:0;line-height:100%;margin-right:0.79in;" lang="it-IT"><span>Fonte: http://marcominghetti.nova100.ilsole24ore.com/2008/06/il-manager-dive.html</span></p>
</div>
</div>
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		<title>Facebook + GPS = Loopt</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 11:35:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Facebook + GPS = Loopt Ai tempi del liceo (in effetti qualche tempo fa&#8230;) un amico particolarmente geloso mi spiegava come sapere quando la fidanzata accendeva il cellulare: bastava inviare un sms con ricevuta di ritorno.. Di una cosa sono assolutamente certo, oggi quel mio amico avrebbe avuto una vita molto più semplice grazie al [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=w2d0.wordpress.com&amp;blog=1875243&amp;post=29&amp;subd=w2d0&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 class="entry-header">Facebook + GPS = Loopt</h3>
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<div class="entry-body">
<p>Ai tempi del liceo (in effetti qualche tempo fa&#8230;) un amico particolarmente geloso mi spiegava come sapere quando la fidanzata accendeva il cellulare: bastava inviare un sms con ricevuta di ritorno.. Di una cosa sono assolutamente certo, oggi quel mio amico avrebbe avuto una vita molto più semplice grazie al GPS! </p>
<p>Social networking + GPS = so sempre dove sono i miei amici/contatti.</p>
<p><a href="https://loopt.com/loopt/sess/index.aspx">Loopt</a> ha un motto molto semplice: &#8220;<em>Loopt transforms your mobile phone into a social compass</em>&#8220;. Basta avere un cellulare abilitato ed essere iscritti al servizio. Con Loopt è possibile vedere su una cartina in stile Google Maps dove sono i propri amici, che stanno facendo o che posti hanno visitato. Molto efficiente.. non c&#8217;è che dire.. Loopt si può anche integrare con Facebook, uno dei siti di social networking più visitati a livello globale. Il risultato di questa unione? La possibilità di condividere la propria posizione con i propri contatti in modo automatico.. Loopt è il caso più famoso, servizi simili già esistono o stanno per arrivare.</p>
<p>Anche Yahoo ha deciso di buttarsi nel social networking geolocalizzato con il suo <a href="http://fireeagle.yahoo.net/">FireEagle</a>: &#8220;<em>Fire Eagle is the secure and stylish way to share your location with sites and services online while giving you unprecedented control over your data and privacy. We&#8217;re here to make the whole web respond to your location and help you to discover more about the world around you</em>.&#8221;. Il servizio è ancora in beta, ma vista la recente voglia di allenaza con Google gli sviluppi potrebbero essere interessanti.. Google ha le Maps, il sistema oprativo Android per cellulari che supporta il GPS in modo nativo.. insomma, il settore è in fermento. Tutti i big del software e dell&#8217;hardware stanno investendo somme considerevoli per lanciare sul mercato nuovi prodotti, nuovi servizi.</p>
<p>Al momento questi servizi sono per lo più disponibili solo negli USA. In Italia e in Europa potrebbero avere successo? Personalmente mi piace molto la tecnologia GPS, ma solo finchè non mi riporta alla memoria scenari orwelliani..</p>
<p>Comunque credo proprio che a quel mio amico avrebbe fatto piacere il poter vedere dal pc di casa dove era la sua fidanzata.. e magari gli altri suoi amici/rivali.. Meno male che non si poteva fare!!!</p>
<p>Fonte: <a href="http://matteovannucchi.nova100.ilsole24ore.com/2008/06/facebook-gps-lo.html">http://matteovannucchi.nova100.ilsole24ore.com/2008/06/facebook-gps-lo.html</a></div>
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		<title>Praga 68: a Milano, adesso</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 11:01:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel 1968, durante l’estate dell’invasione russa che mette fine ad ogni sogno di “primavera”, Josef Koudelka – giovane fotografo nato in un piccolo paese in Moravia e fino ad allora soprattutto fotografo di scena – è a Praga. Quell’alba del 21 agosto scende in strada come tutti e, con la sua macchina fotografica, scatta. Scatta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=w2d0.wordpress.com&amp;blog=1875243&amp;post=28&amp;subd=w2d0&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="entry-body">
<p>Nel 1968, durante l’estate dell’invasione russa che mette fine ad ogni sogno di “primavera”, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Josef_Koudelka">Josef Koudelka</a> – giovane fotografo nato in un piccolo paese in Moravia e fino ad allora soprattutto fotografo di scena – è a Praga.</p>
<p>Quell’alba del 21 agosto scende in strada come tutti e, con la sua macchina fotografica, <a href="http://www.bates.edu/Images/Koudelka%20-%20Russian%20Tank%20in%20Prague.jpg">scatta.</a> Scatta senza sosta, senza pausa, con il bisogno di farlo semplicemente perché è lì, nella città che conosce e dove vive: “mi sono trovato davanti a qualcosa più grande di me. Era una situazione straordinaria, in cui non c’era tempo di ragionare, ma quella era la mia vita, la mia storia, il mio Paese, il mio problema” .</p>
<p>Le foto raccontano i carri armati nelle strade, lo stupore e la rabbia di tanti che cercano di fermare la violenza anche solo con il proprio corpo, le manifestazioni, le case, il pianto e la disperazione.</p>
<p>La documentazione di quell’estate tragica arriverà clandestinamente in America e da lì le fotografie faranno il giro del mondo. Per anni per proteggere l’incolumità di Koudelka, furono pubblicate anonime con la dicitura “fotografo praghese” (Photography by P.P.) ma ugualmente divennero una tra le testimonianze più forti del periodo, una traccia indelebile, un segno incancellabile nella storia.</p>
<p>Koudelka riuscì a lasciare la Cecoslovacchia il 20 Maggio del 1970.</p>
<p>Le immagini di Koudelka sono oggi simboli della resistenza, icone di quel tragico avvenimento e hanno contribuito a fare di Josef Koudelka uno dei fotografi più apprezzati e stimati al mondo. Ora, per la prima volta sono esposte a Forma, in anteprima assoluta.</p>
<p>La mostra a <a href="http://www.formafoto.it/">Spazio Forma</a>, aperta lo scorso giovedì, è stata realizzata in collaborazione con <a href="http://www.magnumphotos.com/">Magnum Photos</a> è accompagnata da un volume omonimo edito da Contrasto e pubblicato contemporaneamente in otto paesi.</p>
<p>Fonte: <a href="http://cristinatagliabue.nova100.ilsole24ore.com/2008/06/praga-68-a-mila.html">http://cristinatagliabue.nova100.ilsole24ore.com/2008/06/praga-68-a-mila.html</a></div>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/w2d0.wordpress.com/28/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/w2d0.wordpress.com/28/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/w2d0.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/w2d0.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/w2d0.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/w2d0.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/w2d0.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/w2d0.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/w2d0.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/w2d0.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/w2d0.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/w2d0.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/w2d0.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/w2d0.wordpress.com/28/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/w2d0.wordpress.com/28/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/w2d0.wordpress.com/28/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=w2d0.wordpress.com&amp;blog=1875243&amp;post=28&amp;subd=w2d0&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Come evolveranno le reti sociali online</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 22:25:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>w2d0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

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		<description><![CDATA[MySpace sostiene di avere più di cento milioni di utenti registrati. Nel mese di settembre non solo 33,7 milioni hanno utilizzato Facebook, ma hanno anche visitato il sito rivale in media 2,3 volte al giorno. Questi siti registrano senza dubbio uno straordinario successo, e per una semplice ragione: i siti di social network stanno letteralmente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=w2d0.wordpress.com&amp;blog=1875243&amp;post=27&amp;subd=w2d0&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MySpace sostiene di avere più di cento milioni di utenti registrati. Nel mese di settembre non solo 33,7 milioni hanno utilizzato Facebook, ma hanno anche visitato il sito rivale in media 2,3 volte al giorno. Questi siti registrano senza dubbio uno straordinario successo, e per una semplice ragione: i siti di social network stanno letteralmente reinventando il web.<br />
La Rete era stata protagonista di una rivoluzione già una volta. I browser erano stati inventati per poter vedere le pagine essendo in grado di trasformare il codice Html in un insieme chiaro di testi e grafica. Allora l&#8217;interattività consisteva di formulari da completare e un bottone di invio per mandare i dati al server. Poi, nella seconda metà degli anni 90, divenne sempre più evidente che i browser si candidavano a essere i nuovi desktop. Al loro interno si trovavano i programmi che usiamo ogni giorno.<br />
E questo è stato l&#8217;obiettivo dell&#8217;ultimo decennio: è possibile trasformare i browser in una piattaforma sufficientemente stabile che possa funzionare da client software per tutti i nostri business e le esigenze quotidiane? È possibile ottenere il giusto mix di servizi forniti localmente nel nostro browser e fatti girare sul server utilizzando strumenti come Ajax? Con l&#8217;affermazione della suite applicativa di Google e l&#8217;enfasi posta da Microsoft sulla versione online di Office, la risposta sembra decisamente positiva.<br />
I siti di social network rientrano ovviamente in questa prima tornata di trasformazione del web, trattandosi di applicazioni consegnate tramite browser. Ma comprendono sempre più tool e servizi derivati dalla stessa internet. All&#8217;interno del perimetro del nostro sito di social network, possiamo bloggare, chattare, fare instant messaging, mandare mail e sviluppare una home page. Ora che Facebook si è aperto a qualsiasi sviluppatore, ogni giorno si aggiungono sempre più servizi. Con questa mossa Facebook ha aggiunto il più grosso tassello di internet che gli mancava: la capacità di innovare rapidamente, a basso costo e con il contributo di chiunque.<br />
I siti di social network hanno così integrato i servizi sociali che stanno più a cuore alle persone. Ma perché abbiamo bisogno di siti di social network per questo? Perché non è sufficiente avere un client che li metta insieme per noi? Di certo ci hanno provato. Per esempio la mail di Google comprende anche la chat e basta un solo click per avere il servizio di agenda. Ma ai tentativi precedenti mancava l&#8217;ingrediente più importante: la nostra rete di amici. I servizi sono commodities. Non lo è invece l&#8217;insieme delle persone che conosci e che ti piacciono. Ecco dove risiede la prossima generazione del valore.<br />
Ed è proprio questo che sta permettendo al social network di reinventare il web. Internet era concepito inizialmente come una rete di pagine, collegate liberamente e caoticamente, con un ordine bottom up, senza un&#8217;authority centralizzata che registrasse e coordinasse i link. C&#8217;è un potere dirompente in un&#8217;idea del genere e noi stiamo solo iniziando a capire cosa si possa fare con questo. Ma le relazioni umane erano invisibili al web. Era più facile trovarle nella casella di posta elettronica o nell&#8217;elenco dell&#8217;instant messaging che non nel reticolo di iperlink costruiti grazie al vostro browser.<br />
I siti di social rendono visibili queste relazioni, il che è allo stesso tempo un vantaggio e un limite. I siti sanno chi sono i tuoi amici, perché tu dici chi sono i tuoi amici, e i tuoi amici accettano tale designazione in maniera esplicita. Su Facebook avete a disposizione una dozzina di diverse relazioni per ogni singola connessione, anche se i nostri rapporti sono molto più variegati rispetto a quei modelli. Quindi ciò che i siti sanno delle nostre relazioni è troppo esplicito e troppo rigido. Peggio, le dinamiche sociali di questi siti creano inevitabilmente distorsioni: tu finisci per accettare un altro come amico perché non vuoi ferirne la sensibilità. Una volta superato quel momento di impaccio, però, hai la possibilità di instaurare relazioni molto più ricche rispetto ai legami iniziali, espliciti. Il sito sa non solo che io ho scelto te come amico, e che tu hai accettato, ma anche che ci siamo scambiati messaggi tutti i giorni, che abbiamo condiviso foto – su Facebook sono caricate ogni giorno otto volte le foto di Flickr –, che abbiamo dato voti ai film e che a entrambi piacciono le commedie romantiche. Questi siti generano rapidamente una quantità enorme di informazioni implicite sulle relazioni che abbiamo con i nostri amici. Utilizzate adeguatamente – e la prospettiva di abusi è davvero spaventosa – possono arricchire le nostre vite sociali facendo nascere nuove relazioni e approfondendo quelle esistenti.<br />
Questi social network rischiano di diventare troppo importanti per il loro stesso bene. Dato che andiamo in rete in primo luogo per connetterci con altre persone, dover affidare tutti i nostri dati a un solo sito potrebbe diventare un peso. Il web stesso funziona meglio nel facilitare relazioni sociali rispetto a qualsiasi singolo sito. E potrebbe arrivare un momento in cui decideremo che vorremo possedere le nostre informazioni personali – comprese quelle relative ai nostri amici – piuttosto che affidarle a Facebook o a MySpace. Potremmo voler essere in grado di contattare membri di altri social network. Potremmo insistere per rendere questi siti più trasparenti dal momento che quello che ci interessa sono i nostri amici, non Facebook, MySpace o qualsiasi altra dot.com. Vorremmo poter connettere il nostro network business – il social network ha enormi potenzialità per le aziende – a quello del nostro tempo libero. Potremmo insistere per far uscire i social network dai contenitori in cui sono rinchiusi, inventando un modo per trasformare il web stesso in una rete di persone oltre che una rete di pagine.<br />
A quel punto avremo reinventato di nuovo il web. Nel frattempo i nostri figli e – sempre più – i nostri partner di lavoro staranno chattando, messaggiandosi, condividendo video e inventando nuovi modi per essere sociali, sempre all&#8217;interno dei confini dei siti di social network.o</p>
<p>Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2007/10/reti-sociali-online-internet-persone.shtml?uuid=f8d9f1ce-82d4-11dc-aabc-00000e25108c&amp;DocRulesView=Libero</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/w2d0.wordpress.com/27/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/w2d0.wordpress.com/27/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/w2d0.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/w2d0.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/w2d0.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/w2d0.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/w2d0.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/w2d0.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/w2d0.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/w2d0.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/w2d0.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/w2d0.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/w2d0.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/w2d0.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/w2d0.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/w2d0.wordpress.com/27/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=w2d0.wordpress.com&amp;blog=1875243&amp;post=27&amp;subd=w2d0&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Più Internet sul posto di lavoro e in prima serata</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 22:22:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>w2d0</dc:creator>
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		<category><![CDATA[web20 web2.0 internet utilizzo statistiche tendenze pos]]></category>

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		<description><![CDATA[Parigi &#8211; Gli europei, sul luogo di lavoro, si nutrono sempre più di Internet. Lo conferma uno studio della divisione europea dell&#8217;Associazione degli editori su Internet (OPA Europe), che ha indagato i consumi mediatici dei cittadini di Germania, Francia, Spagna, Italia, Svizzera e Regno Unito. &#8220;Questa ricerca dimostra che le persone restano sempre di più [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=w2d0.wordpress.com&amp;blog=1875243&amp;post=26&amp;subd=w2d0&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parigi &#8211; Gli europei, sul luogo di lavoro, si nutrono sempre più di Internet. Lo conferma uno <a href="http://opa-europe.org/IMG/pdf/At_Work_Europe.pdf" target="_blank">studio</a> della divisione europea dell&#8217;Associazione degli editori su Internet (<a href="http://www.opa-europe.org/" target="_blank">OPA Europe</a>), che ha indagato i consumi mediatici dei cittadini di Germania, Francia, Spagna, Italia, Svizzera e Regno Unito.</p>
<p>&#8220;Questa ricerca dimostra che le persone restano sempre di più collegate online durante le ore di lavoro per ottenere informazione, mentre diminuisce l&#8217;uso di altri mezzi &#8211; ha commentato Koro Castellano, presidente di OPA Europe e direttore generale di <a href="http://www.elmundo.es/" target="_blank">El Mundo</a> &#8211; ma ciò che davvero sorprende è che la gente si colleghi anche durante la prima serata, che è stata finora di esclusivo dominio della tv.&#8221;</p>
<p>I dati parlano chiaro: il 73 per cento degli intervistati ha dichiarato di collegarsi ad Internet quotidianamente dal proprio ufficio. La loro destinazione principale? I siti di notizie e di informazione sono la meta preferita dell&#8217;82 per cento degli europei, il che fa di queste destinazioni un produttivo strumento pubblicitario.<br />
Un tipo di pubblicità considerata dagli intervistati innovativa, informativa ed efficace, ma soprattutto una credibile motivazione all&#8217;acquisto, in particolare quando viene veicolata da un sito di cui l&#8217;utente si fida.</p>
<p>Fonte: http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2096450</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/w2d0.wordpress.com/26/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/w2d0.wordpress.com/26/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/w2d0.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/w2d0.wordpress.com/26/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/w2d0.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/w2d0.wordpress.com/26/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/w2d0.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/w2d0.wordpress.com/26/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/w2d0.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/w2d0.wordpress.com/26/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/w2d0.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/w2d0.wordpress.com/26/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/w2d0.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/w2d0.wordpress.com/26/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/w2d0.wordpress.com/26/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/w2d0.wordpress.com/26/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=w2d0.wordpress.com&amp;blog=1875243&amp;post=26&amp;subd=w2d0&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>I blog resteranno liberi. Il DDL esclude la registrazione.</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 22:19:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>w2d0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[web20 web2.0 blog legge ddl registrazione blog tassa le]]></category>

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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; Libera concorrenza e pluralismo, ma in un settore che deve puntare all&#8217;innovazione, e prima modifica con un comma aggiuntivo che esclude i blog dall&#8217;obbligo di registrazione al Roc, il registro degli operatori della comunicazione. Il disegno di legge di riforma del settore editoriale è stato presentato oggi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=w2d0.wordpress.com&amp;blog=1875243&amp;post=25&amp;subd=w2d0&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA &#8211; Libera concorrenza e pluralismo, ma in un settore che deve puntare all&#8217;innovazione, e prima modifica con un comma aggiuntivo che esclude i blog dall&#8217;obbligo di registrazione al Roc, il registro degli operatori della comunicazione. Il disegno di legge di riforma del settore editoriale è stato presentato oggi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all&#8217;editoria Ricardo Franco Levi alla Commissione Cultura della Camera.</p>
<p>&#8220;Nella consapevolezza &#8211; ha spiegato Levi &#8211; che in questo settore la libera concorrenza non corrisponde in toto ai canoni perché qui è qualcosa di più&#8221;. A vigilare saranno due autorità, quella per le garanzie nelle comunicazioni e l&#8217;antitrust che &#8220;per operare devono conoscere il mercato e gli operatori attraverso il Roc&#8221;. E qui Levi introduce subito la prima novità rispetto al testo approvato dal Consiglio dei ministri, dopo la polemica, aperta dal blog di Beppe Grillo, e seguita da molti ministri, tra cui quello delle Comunicazioni Paolo Gentiloni che ha chiesto di correggere l&#8217;errore.</p>
<p>&#8220;Vi propongo &#8211; ha detto &#8211; di prendere in considerazione un comma aggiuntivo&#8221;, che esclude i blog. &#8220;Sono esclusi dall&#8217;obbligo di iscrizione al Roc &#8211; recita il comma aggiuntivo all&#8217;art. 7 &#8211; i soggetti che accedono ad internet o operano su internet in forme o con prodotti, come i siti personali o ad uso collettivo che non costituiscono un&#8217;organizzazione imprenditoriale del lavoro&#8221;. Altro capitolo importante è quello del finanziamento diretto: &#8220;per le categorie come le cooperative e le testate di partito &#8211; ha spiegato Levi &#8211; ritengo che siano motivazioni valide per un intervento pubblico&#8221;.</p>
<p>Ma il contributo &#8220;deve avvenire nelle forme più corrette e con criteri più severi&#8221;. Quindi sostegno solo alle vere cooperative e ai giornali che rappresentano gruppi parlamentari: &#8220;Non vogliamo spegnere voci ed attentare al pluralismo&#8221;, ha sottolineato Levi. Per questo le testate che non rientreranno nelle norme avranno 12 mesi di contributi ulteriori per adeguarsi. L&#8217;altro sostegno forte anche se indiretto, i contributi per gli abbonamenti postali, sono &#8220;figli della vecchia stagione di monopolio delle Poste Italiane&#8221;. Qui, d&#8217;accordo con l&#8217;Ue, &#8220;é stato immaginato un sistema diverso: offriamo lo strumento del credito d&#8217;imposta, quale che sia l&#8217;operatore che scelgono gli editori&#8221;, così da favorire anche altri operatori come ha chiesto l&#8217;Antitrust, ma anche per &#8220;ridurre l&#8217;aiuto ai grandi e darlo ai piccoli&#8221;. Tutto avverrà in modo graduale verso l&#8217;obiettivo del 2011. C&#8217;é poi il capitolo dell&#8217;estensione del credito d&#8217;imposta per l&#8217;innovazione che &#8220;avrà le stesse modalità dagli altri settori industriali&#8221;.</p>
<p>Quanto al credito d&#8217;imposta per Levi &#8220;il come intervenire s&#8217;inquadra in un insieme che ha un tassello importante nella ripresa delle relazioni industriali&#8221;. Aleggia infatti sul settore un&#8217;aria di crisi: &#8220;se la crisi che tocca molte realtà editoriali si estenderà &#8211; ha detto Levi &#8211; ci vorranno forme più ampie di intervento del previsto rifinanziamento di 5 milioni di euro del fondo per la mobilità&#8221;. Il ddl introduce poi anche una regolamentazione sul prezzo dei libri &#8220;che ribadisce la prassi operante sul mercato contro cui però i librai si sono ferocemente schierati, perché vogliono il prezzo fisso del libro&#8221;. &#8220;Questo che vi sottopongo è un ddl aperto ai miglioramenti e mi auguro che ce ne siano, soprattutto nel campo della promozione dell&#8217;innovazione&#8221;, ha detto Levi chiudendo l&#8217;audizione in Commissione Cultura alla Camera. &#8220;L&#8217;incentivazione del passaggio alle nuove tecnologie &#8211; ha poi aggiunto -, anche se difficile perché i fondi sono scarsissimi, é il tema vero, così come quello della promozione della lettura&#8221;.</p>
<p>Ha spiegato che è &#8220;un testo fatto in buona coscienza, ascoltando tutti e con spirito non di parte, come è nella tradizione di questa commissione Cultura, e che trascende steccati e schieramenti contrapposti&#8221;. I commenti soprattutto al comma che esclude i blog, e che invece Giuseppe Giulietti, deputato dell&#8217;Unione, chiede di cancellare completamente per evitare ambiguità&#8221;. Per il Verde Roberto Poletti &#8220;la scelta annunciata da Levi è una buona notizia&#8221;, ma aggiunge: &#8220;Vigileremo affinché questi propositi siano portati a termine&#8221;. &#8220;La mobilitazione del popolo della rete dà buoni frutti&#8221;, dice Sergio Bellucci di Rifondazione comunista, secondo il quale &#8220;bisogna in ogni modo evitare nella legge di riforma non solo qualsiasi bavaglio, ma anche ogni margine di ambiguità&#8221;. Mario Adinolfi, già candidato del mondo dei blog italiani alle primarie del Pd, formula il suo &#8220;apprezzamento&#8221; non privo di preoccupazione: &#8220;Come Generazione U (come &#8216;inversione ad U&#8217;, ndr.) siamo soddisfatti per la correzione di rotta che abbiamo invocato. Certo, continuiamo a ritenere che sarebbe stato meglio abolire l&#8217;articolo 7&#8243;.</p>
<p>Fonte: http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_70704397.html</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/w2d0.wordpress.com/25/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/w2d0.wordpress.com/25/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/w2d0.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/w2d0.wordpress.com/25/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/w2d0.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/w2d0.wordpress.com/25/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/w2d0.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/w2d0.wordpress.com/25/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/w2d0.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/w2d0.wordpress.com/25/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/w2d0.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/w2d0.wordpress.com/25/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/w2d0.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/w2d0.wordpress.com/25/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/w2d0.wordpress.com/25/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/w2d0.wordpress.com/25/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=w2d0.wordpress.com&amp;blog=1875243&amp;post=25&amp;subd=w2d0&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Microsoft entra in FaceBook e batte Google</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Oct 2007 22:18:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>w2d0</dc:creator>
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		<category><![CDATA[web20 web2.0 google facebook microsoft social network]]></category>

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		<description><![CDATA[SEATTLE, 25 ottobre (Reuters) &#8211; Microsoft (MSFT.O: Quotazione, Profilo) ha sconfitto Google (GOOG.O: Quotazione, Profilo) nella battaglia per investire nel sito Internet di socializzazione Facebook, accettando di pagare 240 milioni di dollari per l&#8217;1,6% di azioni dell&#8217;ultimo fenomeno del web. Microsoft si è anche assicurata i diritti di vendere pubblicità su Facebook fuori dagli Stati [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=w2d0.wordpress.com&amp;blog=1875243&amp;post=24&amp;subd=w2d0&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> SEATTLE, 25 ottobre (Reuters) &#8211; Microsoft (MSFT.O: <a href="http://www.borsaitaliana.reuters.it/stocks/Quote.aspx?symbol=MSFT.O">Quotazione</a>, <a href="http://www.borsaitaliana.reuters.it/stocks/CompanyProfile.aspx?symbol=MSFT.O">Profilo</a>) ha sconfitto Google (GOOG.O: <a href="http://www.borsaitaliana.reuters.it/stocks/Quote.aspx?symbol=GOOG.O">Quotazione</a>, <a href="http://www.borsaitaliana.reuters.it/stocks/CompanyProfile.aspx?symbol=GOOG.O">Profilo</a>) nella battaglia per investire nel sito Internet di socializzazione Facebook, accettando di pagare 240 milioni di dollari per l&#8217;1,6% di azioni dell&#8217;ultimo fenomeno del web.</p>
<p>Microsoft si è anche assicurata i diritti di vendere pubblicità su Facebook fuori dagli Stati Uniti nel quadro di un investimento che ha attribuito a Facebook il valore di 15 miliardi di dollari &#8212; circa la stessa capitalizzazione di mercato del retailer Gap (GPS.N: <a href="http://www.borsaitaliana.reuters.it/stocks/Quote.aspx?symbol=GPS.N">Quotazione</a>, <a href="http://www.borsaitaliana.reuters.it/stocks/CompanyProfile.aspx?symbol=GPS.N">Profilo</a>) e della catena di hotel Marriott International (MAR.N: <a href="http://www.borsaitaliana.reuters.it/stocks/Quote.aspx?symbol=MAR.N">Quotazione</a>, <a href="http://www.borsaitaliana.reuters.it/stocks/CompanyProfile.aspx?symbol=MAR.N">Profilo</a>).</p>
<p>Secondo gli analisti, Microsoft ha pagato un alto prezzo in base alla scommessa che la società, che ha solo tre anni di vita, si trasformi in un hub per ogni tipo di attività su Internet.</p>
<p>Facebook, una rete sociale che permette ad amici e conoscenti di scambiarsi informazioni, consente anche a sviluppatori esterni di creare giochi e altre applicazioni per il suo sito.</p>
<p>La popolarità e la profonda conoscenza che Facebook ha dei suoi utenti la rende appetibile per compagnie come Microsoft e Google che vogliono vendere pubblicità sulla base delle preferenze degli utenti.</p>
<p>Fondata nel 2004 dallo studente di Harvard Mark Zuckerberg, Facebook ha detto di registrare 250.000 nuovi utenti al giorno, il 60% dei quali non proviene dagli Stati Uniti.</p>
<p>Kevin Johnson, presidente della divisione piattaforme e servizi di Microsoft, ha detto che la quotazione di 15 miliardi di dollari per Facebook è basata sulla previsione che il sito raggiunga i 300 milioni di utenti, che potranno quindi essere raggiunti da pubblicità mirata.</p>
<p>Secondo l&#8217;accordo con Facebook, Microsoft creerà una esclusiva piattaforma pubblicitaria per il sito, estendendo un precedente accordo per la vendita di banner pubblicitari accanto ai profili dei membri di Facebook negli Stati Uniti fino al 2011.</p>
<p>Fonte: http://www.borsaitaliana.reuters.it/investing/FinanceArticle.aspx?type=foreignNews&amp;storyID=2007-10-25T062630Z_01_LAN519704_RTRIDST_0_MICORSOFT-GOOGLE-FACEBOOK.XML</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/w2d0.wordpress.com/24/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/w2d0.wordpress.com/24/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/w2d0.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/w2d0.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/w2d0.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/w2d0.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/w2d0.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/w2d0.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/w2d0.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/w2d0.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/w2d0.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/w2d0.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/w2d0.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/w2d0.wordpress.com/24/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/w2d0.wordpress.com/24/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/w2d0.wordpress.com/24/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=w2d0.wordpress.com&amp;blog=1875243&amp;post=24&amp;subd=w2d0&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Roommates: la serie TV creata per MySpace</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 12:04:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>w2d0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[myspace video web2.0 web20 serie college ragazzi video]]></category>

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		<description><![CDATA[  Iron Sink Media ha conclusio un accordo di massima con MySpace per il lancio della sua Web Series &#8220;Roommates&#8221;. 45 episodi in tutto, il primo debutta stasera. Poi, uno al giorno fino al 21 Dicembre. Ford Focus ha firmato un accordo di sponsorizzazione per la serie.  La serie parla di un gruppo di 8 compagni di stanza (al [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=w2d0.wordpress.com&amp;blog=1875243&amp;post=23&amp;subd=w2d0&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://mashable.com/wp-content/uploads/2007/10/roommates-l.png" alt="roommates-l.png" /> </p>
<p>Iron Sink Media ha conclusio un accordo di massima con MySpace per il lancio della sua Web Series &#8220;Roommates&#8221;.</p>
<p>45 episodi in tutto, il primo debutta stasera. Poi, uno al giorno fino al 21 Dicembre. Ford Focus ha firmato un accordo di sponsorizzazione per la serie. </p>
<p>La serie parla di un gruppo di 8 compagni di stanza (al college) che si spostano a Los Angeles e si uniscono per realizzaer un &#8220;Real-Word&#8221; reality show. Ci saranno inoltre, attraverso MySpace, opzioni di interazione con i protagonisti e altri extra per interagire con la serie.</p>
<p>Questo è il primo caso di una serie TV concepita per essere distribuita su MySpaceTV.  La partnership concede a MySpace un controllo pressochè totale, sulle decisioni creative e sullo sviluppo dello show, dal casting al guardaroba. Lo scopo è rendere lo show il più compatibile possibile con la target audience di MySpace.</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/w2d0.wordpress.com/23/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/w2d0.wordpress.com/23/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/w2d0.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/w2d0.wordpress.com/23/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/w2d0.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/w2d0.wordpress.com/23/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/w2d0.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/w2d0.wordpress.com/23/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/w2d0.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/w2d0.wordpress.com/23/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/w2d0.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/w2d0.wordpress.com/23/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/w2d0.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/w2d0.wordpress.com/23/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/w2d0.wordpress.com/23/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/w2d0.wordpress.com/23/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=w2d0.wordpress.com&amp;blog=1875243&amp;post=23&amp;subd=w2d0&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>YouTube: prove tecniche di copyright</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 10:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>w2d0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[youtube copyright web20 web2.0 video google]]></category>

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		<description><![CDATA[Google forse sperava di chiudere una volta per tutte la questione copyright legata al download di video da YouTube, ma pare che la soluzione presentata pochi giorni fa non piaccia alle media e internet company, che oggi hanno deciso di mettersi insieme proprio per la difesa del diritto d&#8217;autore. Il sistema di tutela del copyright [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=w2d0.wordpress.com&amp;blog=1875243&amp;post=22&amp;subd=w2d0&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Google forse sperava di chiudere una volta per tutte la questione copyright legata al download di video da YouTube, ma pare che la soluzione presentata pochi giorni fa non piaccia alle media e internet company, che oggi hanno deciso di mettersi insieme proprio per la difesa del diritto d&#8217;autore. Il sistema di tutela del copyright messo a punto da YouTube si chiama &#8220;Video fingerprinting&#8221;: un database che archivia riferimenti a file di contenuti video coperti da diritto di proprietà e li confronta con quelli che gli utenti di YouTube cercano di caricare.<br />
Se il file corrisponde all&#8217;&#8221;impronta digitale&#8221; già registrata, viene cancellato. Secondo il Financial Times Google ha condotto a luglio una sperimentazione con nove media company, tra cui Time Warner, che si è detta sostanzialmente soddisfatta. Oggi però un gruppo di media e internet company del calibro di Viacom, Walt Disney, Microsoft, Fox e MySpace di NewsCorp, e Nbc Universal hanno annunciato un accordo per la tutela del copyright. Colpisce il fatto che Google non faccia parte di questo nutrito gruppetto, e la scelta suona come una bocciatura della tecnologia appena lanciata da Mountain View.</p>
<p>Philippe Dauman, Ceo di Viacom, ha detto che si tratta di una soluzione non abbastanza convincente, per questo ha deciso di far parte di questa partnership con l&#8217;obiettivo di studiare delle serie linee guida per regolare l&#8217;accesso di contenuti protetti, in particolare video, da internet. Va ricordato che in marzo, Viacom ha intentato una delle numerose cause contro YouTube, chiedendo un miliardo di dollari di risarcimento danni. È comunque possibile che Google partecipi alle discussioni insieme alle media company.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2007/10/youtube_copyright.shtml?uuid=cca2dcee-7e54-11dc-a4e2-00000e25108c&amp;DocRulesView=Libero&amp;area=apertura">http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2007/10/youtube_copyright.shtml?uuid=cca2dcee-7e54-11dc-a4e2-00000e25108c&amp;DocRulesView=Libero&amp;area=apertura</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/w2d0.wordpress.com/22/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/w2d0.wordpress.com/22/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/w2d0.wordpress.com/22/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/w2d0.wordpress.com/22/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/w2d0.wordpress.com/22/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/w2d0.wordpress.com/22/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/w2d0.wordpress.com/22/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/w2d0.wordpress.com/22/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/w2d0.wordpress.com/22/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/w2d0.wordpress.com/22/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/w2d0.wordpress.com/22/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/w2d0.wordpress.com/22/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/w2d0.wordpress.com/22/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/w2d0.wordpress.com/22/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/w2d0.wordpress.com/22/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/w2d0.wordpress.com/22/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=w2d0.wordpress.com&amp;blog=1875243&amp;post=22&amp;subd=w2d0&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Le reti di domani. La fibra a 100 Gbit/s</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 10:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>w2d0</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[fibra ottica rete internet domani velocità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ha sede a Sunnyvale, poco lontano dal quartier generale della Advanced Micro Devices, nel cuore della Silicon Valley, in California. È un esempio (di successo) di start up nata per volontà di un fondo di investimento (lo stesso che vanta partecipazioni in Amazon ed eBay) nel 2000, in pieno periodo di depressione post scoppio della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=w2d0.wordpress.com&amp;blog=1875243&amp;post=21&amp;subd=w2d0&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ha sede a Sunnyvale, poco lontano dal quartier generale della Advanced Micro Devices, nel cuore della Silicon Valley, in California. È un esempio (di successo) di start up nata per volontà di un fondo di investimento (lo stesso che vanta partecipazioni in Amazon ed eBay) nel 2000, in pieno periodo di depressione post scoppio della bolla &#8220;net economy&#8221; e lo scorso giugno è sbarcata sui listini del Nasdaq, per un valore di Borsa che oggi supera il miliardo di dollari. È una realtà di 640 dipendenti (di cui 100 stanziati a Banagalore) che ha conosciuto ritmi di crescita vertiginosi e non solo nel volume d&#8217;affari (i 29 milioni di dollari del 2005 sono diventati 146 milioni nel 2006) e ha chiuso il secondo trimestre fiscale 2007, il primo da &#8220;public company&#8221;, con risultati (non Gaap) di 69 milioni di dollari alla voce fatturato (triplo rispetto al consuntivo di fine giugno 2006), un margine operativo lordo del 37% e profitti netti (escludendo spese di compensazione e rivalutazione delle azioni) per 2,7 milioni, pari a 1,10 dollari per singola azione. La compagnia è <a target="_blank" href="http://www.infinera.com/" class="speciali">Infinera</a>, un fornitore all&#8217;avanguardia nel campo dei sistemi di Digital Optical Networking, gli apparati che operano nel cuore dei backbone delle grandi società di telecomunicazioni e dei service provider (oltre i 30 gli operatori serviti nel mondo dalla società) e sono deputati a gestire il traffico Internet su scala mondiale. E che nel caso specifico rispondono a una filosofia architetturale che mira al trasporto di più servizi su qualsiasi infrastruttura ottica.</p>
<p><strong>Velocità di trasporto dati fino a 100 Gigabit al secondo</strong><br />
Infinera si presenta oggi sul mercato con un&#8217;etichetta prestigiosa, affibbiatele dagli addetti ai lavori, quella di &#8220;Intel della fibra ottica&#8221;. E questo perché nei laboratori della società si stanno sviluppando tecnologie per le comunicazioni su fibra ottica che ricordano (per innovazione tecnologica e potenziali impatti sull&#8217;intera industria) ciò che il più grande produttore di processori fece 30 anni fa per il desktop computing. La carta che si sta giocando Infinera per diventare un fornitore leader nell&#8217;ambito delle infrastrutture di rete è un circuito integrato fotonico (denominato Pic, Photonic integrated circuits) ad alta densità che all&#8217;interno di una coppia di chip al fosfuro di indio (e non di silicio, come nelle Cpu per pc), in cui convergono le funzionalità di oltre 60 componenti ottici discreti, può erogare capacità di trasmissione e ricezione dei dati fino a 100 Gigabit al secondo. Un sistema che assicura velocità di trasmissione sulle reti ottiche 10 volte superiori a quelle dei tradizionali apparati e che promette quindi di rivoluzionare completamente le modalità con le quali gestire il traffico Internet (servizi, accessi, download di contenuti) sulle dorsali dei carrier telco. Oggi gli apparati della società sono utilizzati in oltre 28 reti ottiche in tutto il mondo, per una portata aggregata superiore ai 150.000 km di fibra: numeri destinati a crescere sensibilmente e in modo proporzionale alla capacità di produzione dei chip (in continuo aumento) della fabbrica Infinera di Sunnyvale.</p>
<p><strong>&#8220;Un mercato dalle enormi potenzialità di sviluppo&#8221;</strong><br />
Delle strategie di Infinera e degli ulteriori sviluppi che segneranno la nuova era delle comunicazioni via rete ottica l&#8217;edizione on line del Sole24ore ne ha chiesto conto a Rick Dodd, Senior Director of Product marketing della società californiana. &#8220;Operiamo in un mercato – ha così esordito Dodd – dalle potenzialità di sviluppo enormi: oggi il business degli apparati per le infrastrutture di rete vale circa 12 miliardi di dollari, l&#8217;aumento esponenziale della capacità di banda necessaria a supportare le attività Internet e l&#8217;offerta di servizi Web 2.0 lo farà crescere a ritmi molto molto sostenuti&#8221;. Ma perché i giganti del settore telco dovrebbero privilegiare una start up (fondata da due ex top manager impiegati nell&#8217;industria dei sistemi e della componentistica di rete) alle varie Alcatel, Ericsson, Marconi e via dicendo? &#8220;La nostra specificità – ha spiegato in tal senso Dodd – è nella possibilità di servire interconnessioni open-standard che permettano agli operatori di reti ottiche multi-vendor di trasportare servizi da un qualsiasi punto della rete a un altro. Abbiamo brevettato una tecnologia digitale di modulazione dei segnali che si distingue sostanzialmente da quelle proprietarie analogiche dei nostri concorrenti con l&#8217;obiettivo di standardizzare il servizio e disaccoppiarlo dalla sottostante lunghezza d&#8217;onda. Facilitando enormemente l&#8217;aggiunta di nuovi nodi sull&#8217;infrastruttura di rete esistente e con benefici che per l&#8217;operatore si traducono in minori costi di infrastruttura e di gestione operativa del network, maggiore capacità di banda e opportunità di new business che si moltiplicano&#8221;. In concreto, ciò che Infinera è convinta di assicurare a carrier telco, operatori via cavo e Internet service provider (uno dei maggiori Isp europei, Interoute, ha adottato i sistemi Pic per il proprio backbone in fibra) sono soluzioni volte a realizzare reti ottiche capaci di operare in modo semplice e con un time-to-service più rapido nei confronti dell&#8217;utente finale. La precisazione di cui sopra di Dodd va infatti inquadrata in quella che l&#8217;azienda ha battezzato come la nuova fase della propria architettura di Digital Optical Networking, che prevede l&#8217;integrazione di amplificatori ottici a semiconduttore nei circuiti integrati fotonici. Evoluzione che ha due finalità, fra loro complementari: mettere le reti nella condizione di trasmettere centinaia di lunghezze d&#8217;onda su di un&#8217;unica fibra o realizzare senza ingenti investimenti nuovi backbone con capacità &#8220;multi-terabit&#8221; basati sugli impianti in fibra ottica esistenti. E per Infinera si aprirebbero a questo punto infinite possibilità di sviluppo: &#8220;oggi siamo già fornitori di riferimento di molti operatori con una copertura sovranazionale e oltre l&#8217;80% del nostro business deriva dalle vendite di sistemi negli Stati Uniti. Per il futuro guardiamo con grande fiducia al mercato europeo e dell&#8217;area Asia Pacific e ad interlocutori che lavorano su larga scala nell&#8217;ambito dei servizi video su Ip e del Web hosting o che, come alcune grandi multinazionali, necessitano di estese capacità di banda per supportare le proprie attività di business in Rete&#8221;.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2007/10/infinera-reti-fibra-ottica.shtml?uuid=5dd913cc-7897-11dc-a339-00000e25108c&amp;DocRulesView=Libero&amp;area=apertura">http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2007/10/infinera-reti-fibra-ottica.shtml?uuid=5dd913cc-7897-11dc-a339-00000e25108c&amp;DocRulesView=Libero&amp;area=apertura</a></p>
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